Le infezioni trasmesse da zecche nel bambino

 

Abstract
The carateristics of tick borne infections in children are considered with regard to epidemiology, clinical manifestation, therapy and prevention.
Borreliosis is the most common vector borne disease in Alpine area of Europe. Exetensive publicity as well as a very high frequency of misdiagnoses have risulted in a degree of anxiety about this disease that is out of proportion to the actual morbidity that it causes. The clinical manifestation of early Borreliosis are substantially similar to adult disease. Late manifestation involving the CNS are rarely reported in children. No consistent pattern of fetal damage has been identified to suggest a clinical syndrome of congenital infection.
Tick Borne Encephalitis refers to neurotropic tick transmitted flaviviral infection. The clinical manifestation are vomiting, photophobia and mild meningeal irritation in children and more severe encephalitic signs in adult. The fatality rate in adults is about 1%, but sequelae in children are very rare.
Erlichia infection was diagnosed when clusters of bacteria confined within cytoplasmic vacuoles of circulating neutrophils were detected in peripheral blood. Because of the non speciphic presentation erlichiosis may be mimicked by other arthropod borne infections, DIC, sepsis or leukemia. Doxycycline therapy is recommended for children because the risk of dental staining is less than with other tetracyclines.

Negli ultimi anni valutazioni cliniche attente ed approfondite e il miglioramento della diagnostica di laboratorio specifica hanno permesso di identificare e classificare alcune sindromi corrispondenti ad infezioni trasmesse dalle zecche.
Questo complesso di situazioni patologiche interessa tutte le età, ma vede una incidenza, almeno per la Borreliosi, più elevata nell’età infantile tra i 5 e 10 anni di circa il doppio rispetto alle altre fascie d’età sia dell’adulto che del bambino.
Il dato va ricondotto alle abitudini di vita e alle limitate capacità di autoosservazione dei bambini di questa età; è comunque significativo da indurre a consigliare una particolare attenzione di fronte a segni e sintomi clinici correlabili con le infezioni trasmesse da zecche.
L’età infantile è inoltre caratterizzata da manifestazioni delle malattie generalmente di minor gravità rispetto all’età adulta ed anche di specifica peculiarità in taluni casi.
Gli schemi di trattamento infine debbono tener conto di alcune controindicazioni per l’età infantile e della correttezza delle dosi in rapporto al peso.
Tutte queste sono ragioni valide perché il problema delle infezioni trasmesse da zecche nel suo complesso debba essere affrontato comprendendo anche il capitolo delle peculiarità pediatriche.
Verranno quindi di seguito brevemente considerate le sindromi infettive da Borrelia, TBE ed Erlichia soprattutto per i loro riflessi sulla salute infantile.

Infezione da Borrelia

E’ probabilmente la più comune tra le infezioni trasmesse da zecche. Il suo iter diagnostico è gravato da un numero elevato di errori dovuto spesso all’eccessiva preoccupazione per una malattia peraltro in gran parte benigna.
Esperienze sperimentali su animali hanno dimostrato che le ninfe e gli insetti adulti debbono nutrirsi per almeno 24 ore per trasmettere l’infezione; questo è un elemento importante ai fini della prevenzione nel bambino poiché un esame fisico quotidiano nei periodi di possibile esposizione consente di individuare ed asportare gli insetti con la certezza di aver evitato la trasmissione dell’infezione.
Ancora riguardo all’esame fisico per l’individuazione delle zecche nel bambino e ancor più nel lattante è importante esaminare le pieghe inguinali ed ascellari, nonché i padiglioni auricolari e i meati acustici, dove gli insetti spesso si indovano indisturbati.
Le manifestazioni cliniche della malattia nel bambino sono sostanzialmente sovrapponibili a quelle dell’adulto; da segnalare forse una incidenza maggiore di alcune forme di infezione disseminata precoce come la linfoadenopatia regionale, di cui abbiamo avuto occasione di descrivere 3 casi come unica manifestazione di malattia, e invece la rarità nell’infanzia dell’interessamento del sistema nervoso centrale come quadro tardivo dell’infezione.
Un aspetto peculiare è costituito dalla possibilità di trasmissione verticale dell’infezione durante la gravidanza: sebbene siano riportati dati su placente ed aborti nei quali erano state identificate le spirochete senza peraltro evidenza istologica di infiammazione, al momento nessun pattern consistente di danno fetale è stato identificato a suggerire l’esistenza di una sindrome clinica corrispondente all’infezione congenita da Borrelia.
Per quanto riguarda il trattamento non vi è notizia in letteratura di trials clinici condotti in
soggetti di età infantile, per cui le raccomandazioni terapeutiche per i bambini sono estrapolate da quelle per gli adulti. In proposito è bene ricordare che nei bambini di età < 8 anni non va somministrata la Doxicillina, perché essa può determinare la colorazione permanente della dentatura e va preferita l’Amoxicillina. La possibilità di sviluppare la neuroborreliosi anche dopo il trattamento corretto dell’infezione iniziale sembra essere una esclusiva dell’età adulta, non essendo riportati casi simili nei bambini.
La prevenzione tramite vaccinazione con vaccino ricombinante nell’adulto è efficace e sicura provvedendo ad una protezione del 76% verso l’infezione da Borrelia; L’uso del vaccino nel bambino richiede ancora l’espletamento di studi di sicurezza ed efficacia, ma l’eventuale suo uso routinario non sembra opportuno per una malattia relativamente rara e in genere facile da trattare.

Infezione da TBE

Un tempo collegata all’ingestione di latte non pastorizzato, questa infezione da virus Rna della famiglia delle Flaviviridae è oggi legata alla trasmissione all’uomo tramite la puntura di zecca con serbatoio naturale negli uccelli, nei roditori e nei grandi mammiferi.
La forma che può interessare le popolazioni alpine del centro Europa evolve in 2 fasi; una prima manifestazione febbrile nonspecifica seguita da una meningo encefalite, che nel bambino si manifesta con vomito, malditesta e modesti segni meningei.http://galdermaitalia.it/ultrametabolismo-sciroppo-dimagrante-aiuta-a-eliminare-il-grasso-recensioni-opinioni-e-dove-comprarlo.html
L’evoluzione, che nell’adulto può condurre a paralisi permante di un arto e anche esere fatale nell’1% dei casi, nel bambino è assai più benigna con sequele descritte solo in rari casi.
La terapia è sintomatica, mentre la prevenzione è affidata al vaccino inattivato di provata efficacia. L’utilizzo del vaccino in età infantile sembra comunque assai limitata sia per benignità della malattia che per la sua effettiva rarità, tanto da non averne registrato alcun caso in età infantile negli ultimi anni in questo Ospedale.

Infezione da Erlichia

Anche questo piccolo batterio intracellulare obbligato può essere trasmesso dal morso della zecca. I casi in età pediatrica sono rari e sporadici, ma la gravità della malattia da esso indotta è tale da considerarne alcuni aspetti essenziali.
In Europa il vettore potenziale sembra essere la specie Ixodes Ricinus, che parassita le pecore e i mammiferi selvatici.
Le manifestazioni cliniche comprendono febbre, malditesta, rush papulare e petecchiale, epatosplenomegalia, artalgia, meningoencefalite; è caratteristica della malattia la osservazione di morule nel citoplasma dei granulociti e la comparsa di piastrinopenia e leucopenia tanto da porre la diagnosi differenziale con malattie quali la Coagulazione intravasale disseminata e la Leucemia.
Per la terapia ci si affida alle tetracicline ed in particolare per l’età infantile alla doxicillina per il minor rischio di colorazione permanente dei denti. Sul versante della prevenzione si insiste sulla necessità di rimuovere le zecche dalla cute cui sono attaccate entro 48 ore, poiché analogamente alla Borrelia la trasmissione dell’infezione avviene alla fine del pasto della zecca stessa.

Conclusioni

In sintesi le infezioni trasmesse da zecca nel bambino sono un problema emergente, ma nel loro complesso sembrano avere un impatto limitato sulla sua salute anche nelle popolazioni che vivono in zone a rischio.
Rispetto alle occasioni di contagio, ovvero al numero di morsi di zecca che si osservano, le manifestazioni cliniche sono assai contenute sia per quanto riguarda il numero che per la gravità.
Rimane la necessità di un corretto inquadramento diagostico di fronte a sintomi per i quali tali infezioni vanno sospettate e di una impostazione terapeutica adatta all’età dei piccoli pazienti.

Bibliografia essenziale

Gerber M.A. et al. - J. Pediatrics 121: 157, 1992
Tsai T.F. - Seminar Pediatr Infect Dis 3:62, 1992
Edwards M.E. – Semin Pediatr infect Dis 5:143, 1994

Lorenza Scoma
Informazioni su Lorenza Scoma 59 Articoli
Si può dire molto di Lorenza Scoma, ma per lo meno è persuasiva e disinteressata, naturalmente è anche protettiva, allegra e leader, ma sono contaminati e mescolati con le abitudini di essere privi di tatto. la sua natura persuasiva, però, è ciò per cui è spesso ammirata. Spesso le persone contano su di loro e sul suo atletismo ogni volta che hanno bisogno di tirarsi su. Nessuno è perfetto naturalmente e Lorenza ha anche degli stati d'animo e dei giorni marci. la sua natura sconcertante e la sua natura pomposa causano molte lamentele, sia personalmente che per gli altri. Fortunatamente il suo altruismo assicura che non è il caso molto spesso.

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