PRESENZA DI  Babesia  IN  Ixodes ricinus  NEL  BELLUNESE

Osservatorio per lo studio, la sorveglianza e la prevenzione delle infezioni trasmesse da zecche Centro Regionale di riferimento per la diagnostica delle malattie trasmesse da zecche ULSS n. 1 del Veneto – Belluno

La babesiosi, infezione causata da parassiti intraeritrocitari del genere Babesia, è una notapatologia di importanza veterinaria che colpisce bestiame, cavalli e cani. Sulla babesiosi deve essere, però, richiamata l”attenzione quale emergente malattia trasmessa all”uomo dalle zecche. Il primo caso umano venne documentato nel 1957 in un agricoltore in Jugoslavia. Tre diverse babesie sono state riconosciute come agenti primari di malattie nell”uomo. In Europa sono stati descritti 31 casi di infezione umana attribuiti a Babesia divergens. Fino al 1982 negli Stati Uniti sono stati riportati più di 200 casi dovuti a Babesia microti e sette casi al tipo WA1.

Scopo del lavoro. L”Osservatorio per lo studio , la sorveglianza e la prevenzione delle infezioni trasmesse da zecche, istituito dall’ULSS n. 1 del Veneto, ha condotto negli anni 2000-2001 una campagna di raccolta di tali parassiti in alcune aree del Bellunese. Ciò come indagine preliminare ad un più ampio monitoraggio che permetta, anche attraverso l”utilizzo di un sistema geografico informatizzato (GIS) di tracciare le mappe di rischio di contatto con i parassiti trasmettitori e la presenza in essi degli agenti patogeni.

Materiali e metodi. Sono state esaminate 980 zecche nei vari stadi di larve, ninfe e adulti, maschi e femmine. I prelievi sono stati effettuati nel corso del 2001 in siti di campionamento rappresentativi di una suddivisione per classi omologhe del territorio provinciale. Le zecche venivano raccolte con il metodo della “coperta strisciata” (draggin sample) e conservate in alcool etilico al 70% a 4°C. Gli estratti di DNA, ottenuti con il metodo del fenolo/cloroformio per gli adulti e con il metodo di Schoultz per ninfe e larve, sono stati amplificati dapprima con iprimer 16a/16b specifici per il DNA mitocondriale di Ixodes, come controllo della fase di estrazione (Matuschka, 1996) e quindi con i primer P1RO-A e PIRO-B che amplificano una regione del gene 16S rRNA di B. odocoilei, B. divergens e B. microti (Armstrong, 1998).

Risultati.Delle 980 zecche analizzate 16 esemplari (1,63 %) sono risultati positivi per Babesia , 11 ninfe, 3 femmine, 2 maschi. La ricerca sulle larve ha dato esito negativo. Le zecche positive sono state riscontrate in 13 dei 174 siti di campionamento (7,5%).

Discussione e conclusioni. La ricerca diretta, mediante PCR, di Babesia in esemplari di Ixodes ricinus raccolti nell”area bellunese è risultata positiva con un tasso di prevalenza relativamente basso, inferiore a quello dimostrato in /. ricinus per B. microti (7,4%) in Slovenia (Petrovec, 2001) e in I. scapularis in USA (Varde, 1998).

Il numero di casi riportati di babesiosi umana trasmessa da zecche risulta inferiore a quello di Malattia di Lyme probabilmente perché B. microti produce infezioni subcliniche (Persing, 1992).Nel Bellunese non risulta siano stati descritti casi di babesiosi nell”uomo.

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